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LA LEGGENDA DEL LEONE DI NOLI

RIVISITAZIONE DI GIULIA CATANIA

Da un'idea di Giulia Catania, vi presentiamo:

IL LEONE DI NOLI

|| Model: Mauro Loverre
|| Make Up and Hair Style: Gentjana Memia
|| Fashion Designer: Giulia Soldà
|| Backstage: Antonella Addorisio - Davide Kenny
|| Help: Moira Cavagna - Paola Hofmann - Flavio Luzzi
|| Organizzazione and Co. : Simone Pastorino - Fulvio Peluffo
 
 
STORIA TRATTA DALLA LEGGENDA ESISTENTE DEL LEONE DI NOLI:

"Qualche anno fa ero in giro per Varigotti a fare due passi e prendere un po' di sole, di quel bel sole di riviera che si trova solo lì. Dopo aver passeggiato un poco mi sedetti su un muretto a riposare e poco dopo si sedette accanto a me una signora molto anziana, con il suo mandillo intorno alla testa e uno scialletto per ripararsi un po' dal vento che quell'ottobre pareva annunciare un inverno rigido.
Ci salutammo, come si fa per educazione e passammo alcuni minuti in silenzio fin quando ella voltandosi verso di me disse: “Lei scrive, vero?”
Un po' sorpreso risposi: “Sì, di mestiere scrivo articoli e notizie. Ci conosciamo? Come fa a saperlo?”
“Beh, lo immaginavo, rispose lei. Si vede il quaderno che le esce dalla tasca.”
In effetti il moleskine usciva appena dalla tasca, ma ancora oggi non credo fosse per quello che mi aveva riconosciuto.
“La vuole una bella storia vera da scrivere?” mi disse a un tratto.
“Finchè c'è una storia da raccontare il mondo non finirà!” risposi io citando un vecchio detto “per cui, mi interessa di certo. Mi dica pure.”
“Prima mi deve promettere che la scriverà” riprese la vecchia con calma e decisione.
“Io la scriverò di certo, bisogna vedere se qualcuno la vorrà pubblicare... quello non dipende da me”
La vecchia volse lo sguardo al mare, poi si voltò verso di me e disse “Io credo che qualcuno la pubblicherà se lei gliela presenterà scritta bene.”
“Farò del mio meglio, sinceramente.” dissi allora io incuriosito dalla situazione che si era creata.

“Bene – disse la vecchia dopo qualche attimo di pausa - allora le racconterò la storia vera del leone di pietra di Capo Noli, quello che si trova sulla strada tra Noli e Finale.
Tutti credono che siano stati il mare e il vento a consumare la roccia e a darle quella forma che somiglia veramente a un leone seduto. In verità il vento e il mare non hanno fatto altro che levigare la figura del leone, nascondendone i tratti che molti e molti anni fa erano nitidi e chiari.
Deve sapere che nei primi anni del primo secolo, ben prima che i crociati andassero a liberare Gerusalemme, Noli era già una repubblica marinara le cui navi solcavano i mari alla ricerca di ricchezze e scambi commerciali.
Tra i marinai c'era un giovane di nome Leone che voleva andare in Africa per vedere da vicino gli animali di cui portava il nome.
Per questo si imbarcava spesso sulle navi che facevano le rotte più estreme e dopo anni di vagare, giunse sulle coste dell'Africa dove oggi c'è il Marocco.
Durante la sosta in porto si spinse fino nell'interno con lo scopo di vedere i leoni, ma quando finalmente li vide non seppe trattenersi: ne voleva uno da portare a casa e mostrare a tutti.
A fatica convinse i suoi compagni e alcuni cacciatori del posto a fare una battuta per catturarne uno vivo. La cosa era assai pericolosa, ma alla fine partirono e al terzo giorno di caccia riuscirono a catturare un giovane leone, robusto e dalla folta criniera, un esemplare unico a detta dei cacciatori del luogo. Lo chiusero in una gabbia e lo caricarono sulla nave.
Il leone mangiava carne fresca, così dovettero caricare anche antilopi e altri animali per nutrirlo durante il viaggio e così il trasporto costò al marinaio tutta la sua paga per quel viaggio.
Finalmente la nave tornò a Noli e il giovane marinaio fece portare il leone a casa sua dove preparò una gabbia più grande e iniziò a chiamare parenti e amici per ammirare il suo trofeo di caccia .
Il leone non smetteva di ruggire e questo suscitava paura e ammirazione in coloro che venivano a vederlo. Ma il leone non ruggiva per ferocia: stava solo chiamando la sua compagna dalla quale era stato separato. La leonessa, infatti era corsa fin sulle spiagge del Marocco e ruggiva e guaiva chiamando il suo compagno. E ruggiva così forte che il leone, dalle alture delle Manie, dov'era la casa del marinaio poteva sentirla.
Dopo l'entusiasmo iniziale le attenzioni del marinaio per l'animale iniziarono a calare: erano ormai pochi quelli che venivano a vederlo, in compenso il leone costava un sacco di soldi in cibo e bisognava sempre rinforzare la gabbia perchè il leone con le zanne e le zampe ne indeboliva le sbarre di legno.
Una notte, dopo aver allentato le sbarre, il leone riuscì a fuggire attratto dai lamenti sempre più disperati che dall'Africa giungevano a lui.
Corse giù dalle Manie e giunto sul mare si fermò sul piccolo promontorio a picco sul mare su cui si trova oggi la sua statua, i sedette e iniziò a ruggire per chiamare la sua compagna di cui sentiva i lamenti
Ruggì tanto forte e con tale potenza che svegliò un mago che dormiva profondamente proprio lì vicino.
Il mago non capiva chi o cosa fosse a fare quel frastuono e si alzò. Quando vide cos'era disse al leone di smettere, ma il leone voleva tornare dalla sua compagna e non aveva certo paura di un mago qualsiasi e continuò a ruggire spaventando tutti nel giro di qualche chilometro.
Allora il mago indispettito, fece.un incantesimo e trasformò il leone in pietra facendolo tacere.

E questa è la vera storia del leone di pietra di Capo Noli, e se qualcuno si fermasse vicino alla statua nelle giornate in cui c'è vento di mare, potrebbe sentire ancora arrivare fin qui i ruggiti della leonessa che cerca il suo leone rapito.”
Io rimasi di pietra di fronte a questo racconto struggente e scrissi fino all'ultima parola proprio così come la riporto. Quando mi voltai la vecchia non c'era più, ma sul muretto c'erano dei peli rossastri che assomigliavano proprio al pelo di un leone o di una leonessa..."
 
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DA UN IDEA DI GIULIA CATANIA,
LA RIVISITAZIONE IN IMMAGINI DELLA LEGENDA DI NOLI.

Ho creato una storia più realistica per poterla rappresentare con le immagini: mi sono documentata a fondo, prima di tutto, sulle origini di Noli, della legenda, dei posti storici del Paese. Con l’aiuto di una guida storica abbiamo girato i posti fondamentali di Noli, mentre ci raccontava le parti fondamentali della storia legata al territorio. Ho preso contatti con amici che potessero aprirmi porte nei vari edifici importanti e nel frattempo la storia che ho qui, prendeva piede nella mia testa e nei miei occhi. Ho immaginato fotograficamente la storia da raccontare, ho scelto i posti più significativi da utilizzare per i passaggi fondamentali della mia storia ed ecco qui cosa è uscito fuori:

Leone, giovane marinaio, dopo essere tornato dal continente Africa, ha ancora nei suoi pensieri una giovane donna africana che gli ha rapito il cuore, di nome Africa. Egli non si da pace, pensa sempre a lei, cerca il coraggio visitando il leone di pietra a Capo Noli, cerca la forza per tornare nel continente e recuperarla. E’ determinato e il Leone (di cui porta il nome) gli infonde la giusta energia per poter affrontare il viaggio.
Nella mia storia non vediamo il viaggio di Leone, vediamo al suo ritorno, egli felice con la sua amata giovane Africa. Quando i due arrivano a Noli, Leone cerca di nascondere Africa alla vista dei Nolesi, cerca di convincerli che Africa in realtà fa parte di loro. C’è sempre in agguato il pensiero di lei estranea, le sue origini di tanto in tanto arrivano a contagiare anche Leone, viene sedotto dal suo essere straniera, le maschere hanno il simbolo del mago che abbiamo nella legenda originale, ma anche del suo essere appartenente a un altro popolo. Infatti Leone cerca di persuaderla, ma senza forzarla. Leone chiede ad Africa di sposarlo, girano per la Noli piovosa e ventosa, fino a quando due innamorati sono accettati dai Nolesi. La mia storia termina con una festa in maschera e una cena con i genitori di Leone, i quali in realtà sono i Signori di Noli, che accettano il matrimonio e firmano il contratto dei giovani.